30 LUGLIO / ORE 20:00
Cortile della Badia
Castelbuono

Nona Lezione

Dario Russo

Perché desideriamo gli oggetti? Ci servono o ci piacciono? Li usiamo davvero o consumiamo la loro immagine? Il valore d’uso o il simbolo incarnato che lavora come superficie intrigante animando il prodotto? Postmodernismo, Minimalismo, Transitive Design, Neo-Dada, Trick Design, Designart sono alcune fra le tendenze più rilevanti degli ultimi trent’anni: atteggiamenti, messe in scena, anche soltanto vezzi o modi di rappresentazione. Un tempo si cercava di progettare il prodotto universale, economico e funzionale; oggi, piccoli oggetti allettanti che si rinnovano di continuo. Ma il design è ancora “un mezzo per migliorare la vita dell’uomo con un ottimo connubio di tecnica ed estetica” o è diventato un modo per far vendere rendendo accattivante il look delle cose? Paradossalmente, molto di ciò che viene oggi etichettato come design è un po’ il contrario del design storico, che ha rappresentato un miglioramento della vita quotidiana: si tratta di un oggetto immaginifico, che vive prevalentemente sulle pagine patinate delle riviste; è oggetto ad alto tasso simbolico, che piace non soltanto perché è bello ma soprattutto perché è interessante, come un’opera d’arte; è oggetto del desiderio, feticcio…